Lettera ad un amico.

Sai amico mio.

Ti scrivo da Milano, la mia città di nascita e di adozione.

Una città grande, ma neanche così grande da come si creda. Una città con tante formiche, un tempo.

Ti ricordi la storia delle formiche e delle cicale, vero?

Io mi ricordo ancora, da bambino, che si giocava con quello che c’era, esisteva la fantasia.

Bastavano un paio di rami secchi per diventare degli abili soldati armati di spade.

Ci si sporcava con la terra, come se non esistesse un domani, ma si era felici e spensierati.

In quegli anni, un dodicenne, era già un ragazzo che girava senza problemi la città, in lungo ed in largo. Mica come oggi!

Le persone si conoscevano e si aiutavano, qualcuno era burbero è vero, e si socializzava senza problemi.

Nelle periferie si giocava, ad agosto, anche per strada ed i negozi erano tutti chiusi.

Non esistevano i centri commerciali, ma i mercati rionali coperti andavano alla grande.

Non esisteva internet ed i social, perché eravamo noi stessi, i social.

In quegli anni era un lusso avere il telefono in casa anche qui a Milano, figuriamoci il resto.

Sai che abito in una casa popolare, e non saprei se le conosci, ci ho sempre vissuto e ci sono nato, in esse. All’epoca non esistevano i bagni in casa, ma erano in comune. 2 bagni al piano, ed in ogni piano c’erano almeno 8 appartamenti, case a ringhiera di 4 piani e senza ascensore.

È vero, c’era povertà. Tuttora esiste la povertà a Milano. Ma eravamo nello stesso tempo ricchi.

Eravamo ricchi nella nostra anima.

Eravamo ricchi di vitalità.

Eravamo ricchi come comunità.

Eravamo ricchi socialmente.

Ma eravamo poveri economicamente.

Oggi dubito.

Dubito che il benessere economico ci abbia arricchito, io propendo che ci siamo impoveriti, tutti. Senza se e senza ma!

Oggi basta uno smartphone per “girare” il mondo, così dicono.

Io dico direttamente un’altra cosa, piuttosto riformulo la frase perché il mio pensiero è più profondo.: butta via lo smartphone e giralo, il mondo.

Così ti arricchisci! Così si arricchisce una comunità. Ogni cosa va vissuta, bisogna viverla e sarà da tramandare.

Il mondo non va visto via cartolina o dietro un monitor. Il mondo va toccato, va visto, va odorato e vissuto con ogni porro del proprio corpo. Solo così ci si arricchisce.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...