Finanza Etica

Premessa: della finanza e dei suoi meccanismi sono privo di esperienza e non sono del settore.

Detto ciò posso iniziare a discutere, spero non da solo, di Finanza Etica.

Nella situazione economica dell’ultimo decennio, la crisi economica mondiale ha rivestito per moltissime persone appartenenti alle fasce medio-basse una stangata epica. A livello Italiano, questa crisi, ha impoverito molte famiglie. La disoccupazione italiana è arrivata a superare quota 3.000.000 di persone in cerca di lavoro secondo i dati ufficiali, e di circa il doppio per i dati reali anche se non confermati. Le banche e gli istituti di credito in generale, o perché sono a corto di liquidità o perché sono piene di crediti in sofferenza o per qualsiasi altro motivo che al momento mi sfugge, sono molto restie a concedere prestiti o finanziamenti per l’avvio di nuove attività.

Io stavo pensando alla Finanza Etica, in virtù della sua doppia “funzionalità” di finanza, in un situazione del genere e non solo. E’ vero che ad oggi, parlando almeno per l’Italia, qualche piccola e media realtà, come Banca Popolare Etica e Banca Prossima del Gruppo Intesa San Paolo su tutte, esistono. Ma il problema di fondo rimane: trovare investitori e risorse economiche.

Io mi domando sempre: PERCHÉ?

Il problema, presumo che sia cosi e spero che venga smentito, è da guardare sotto diversi aspetti in modo tale da renderle più appetibili al giorno d’oggi, alla loro funzionalità ed alla loro riformulazione dei servizi offerti alla clientela.

Quali sono questi aspetti da osservare ed adeguare?

1- Gli investimenti, a qualsiasi titolo, etici.

Si, gli investimenti etici. Basti guardare gli investimenti etici fatti abitualmente da Banca Popolare Etica, sopratutto i “bond” rivolti al commercio equo e sostenibile, che reputo importante. Ma sono principalmente quelli, non hanno una reale diversificazione da poter dire, o pensare, di avvicinarsi. E’ un tassello importante, non l’unico o il prevalente. A questi Bond Etici, e spero accada, si devono affiancare altri Bond Etici di “larghe vedute” che riescano a coniugare lavoro, sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale ed economica, con principi di Eticità ed Integrazione all’avanguardia anche in zone Europee. Ecco il punto, affinché tali strumenti finanziari vengono utilizzati in aree lontane da noi, come in Sudamerica, in Africa o in Estremo Oriente, si farà fatica ad avere una adeguata raccolta finanziaria perché il problema da affrontare non lo consideriamo nostro, ma sia chiaro che è anche nostro. Allora riformuliamo questo sistema, facciamo un serio programma di Finanza Etica che vada a rispondere i problemi presenti a noi più vicini, ed in automatico, si potrà rispondere ai problemi che non consideriamo nostri.

2- Comunità

Si è persa l’appartenenza di una comunità, di tutta la comunità. Siamo diventati eccessivamente una società individualista. Se qualcuno rimane indietro, e purtroppo siamo in tanti, non ha modo e mezzi per rimanere al passo degli altri, e con gli altri. Basti pensare ai disabili, agli anziani soli, alle persone sole di qualsiasi età ed alle persone con una istruzione bassa. Non hanno nulla, se non qualche briciola di fortuna, per affrontare eventuali rischi se manca una reale Rete di Comunità che possa rientrare dignitosamente dalla porta principale come una reale risorsa della comunità e di non farli sentire come se fossero un peso.

Ed in questo, i servizi sociali latitano clamorosamente. Il Welfare Statale, e locale, in Italia mi fa veramente rabbrividire, sia in qualità che in quantità. Hanno letteralmente smontato un caposaldo dei paesi occidentali, e quei pochi fondi rimasti alle politiche sociali sono fortemente snaturati da certe amministrazioni locali. Come le case popolari in lombardia, non viene speso un solo centesimo per la costruzione di nuove unità E.r.p., la manutenzione ordinaria e straordinaria è ai minimi storici, Aler Milano è in amministrazione controllata (praticamente è fallita).

La speranza, almeno per i meno abbienti, è l’attuale Governo “Giallo-Verde”, ma ovviamente i tempi non sono brevi. Il R.d.C/P.d.C. con l’aggiunta della Flat-Tax, che non sarebbe altro il Regime Forfettario rivisto, di essere due tasselli di un programma decisamente più vasto da parte della pubblica amministrazione per fare ripartire il paese. Socialmente in particolar modo.

3- Banca del Cambiamento

Serve una banca del cambiamento, non una banca che guarda soltanto al risultato economico e finanziario. Serve una banca che sappia essere innovatrice, che sappia coniugare la finanza con l’etica sociale e che riesca ad essere un reale traino per l’economia in cui opera sapendo guardare al futuro.

La domanda da farsi quotidianamente è: che futuro vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti, alle future generazioni?

Appunto, il NOSTRO futuro. In fatto di energie rinnovabili, risparmio energetico ed agricoltura biologica è stato fatto tanto. L’economia circolare, almeno stando ai dati italiani, siamo anche qui in una situazione favorevole, ma possiamo fare, e dobbiamo fare, ancora molto in tutto ed in tante cose. questo è un fattore che la Banca del Cambiamento dovrà affrontare con responsabilità e rigore. Con tutto quello detto nei precedenti paragrafi.

Questi 3 punti, almeno per questo articolo, possono bastare. Non mi piace essere prolisso, preferisco i fatti in effetti.

Dal vostro SocialMan di “Fiducia” vi auguro una buona lettura, almeno una riflessione (buona o brutta che sia) ed una Calorosa Buonanotte.

Alla prossima

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