L’eterno rospo

Milano, 22 agosto

Conoscete tutti, bene o male, la storia del Rospo da baciare per farlo diventare un principe azzurro, giusto?. Ecco, io sono ancora il rospo.

Dio santo, non saprei nemmeno descrivere la sensazione di frustrazione che provo in questo momento, anzi già da qualche tempo. Io non mi considero una cattiva persona, anzi!! Sono sempre stato una persona semplice ed umile, ovvio che tra i miei pregi ho anche i miei difetti, sia mai che dica di non avere difetti. Son sempre disponibile nei limiti del lecito e delle mie disponibilità fisiche e di tempo, sono educato, gentile, solare, mi piace scherzare, rispetto tutto e tutti. Ho aiutato tante persone nel mio passato, tuttora lo faccio anche se in misura molto ridotta per mancanza di tempo, lavoro troppo per dedicarmi alle mie attività “sociali”. Ma in fatto di Amore…

In fatto di Amore qui vengono i problemi.

Premetto che quando ero più giovane ero decisamente più “libertino”, anche se mi capitava qualche avventurella di passaggio non mi pesava la mancanza di una compagna da amare, in effetti non avevo la testa per degli impegni cosi importanti. Ma oggi, alla modica età di 42 anni, una testa decisamente più matura, anche se in fatto di maturità a 13 anni ero già molto maturo. Nel mio presente mi sento vuoto e solo. Lavoro? vero. Sono Zio di 3 splendide nipoti e tra qualche mese mi arriva il quarto nipote, verissimo. Anzi, guai a toccarmi le bambine. Ho una madre, un fratello ed una sorella che vive da circa 4 anni in Australia. Ma sono arrivato ad una via senza uscita. Mi sento incompleto, per cosa? Non riesco a farmi accettare dall’altro sesso. Praticamente mi sento perennemente rifiutato in fatto di amore, SEMPRE!!! E di questo non me ne capacito, fossi timido! Come mai!!! Eppure, in fatto di donne, continuo a non capire. Capita di conoscerle normalmente, in un qualsiasi contesto come capita a tutti, mi interesso, le frequento, le corteggio e quando mi dichiaro, spariscono. Ma dio santo, spiegatemi che diamine volete!!

Impossibile che sia sempre io a sbagliare. E vorrei anche capire in cosa sbaglio.

L’ultima che mi è capitata, una ragazza Honduregna di 27 anni, va bene abbiamo 15 anni di differenza, ma in questo caso volevo iniziare giusto una amicizia visto che c’era simpatia da entrambe le parti. Si è già dileguata, al telefono non risponde e ad un mio messaggio mi rispondeva dopo 3 giorni. Cazzo, e qui l’imprecazione è sacrosanta, mi si rifiuta anche come amico ora?

Affinché faccio comodo, tutti/e che mi chiamano, e finita la necessità del mio aiuto, ma chi se ne frega del sottoscritto? Davvero? Ditemi dove ho la calamita per attrare queste persone, la tolgo e la butto.

Sono stanco. Sono veramente stanco di sentirmi in questo stato d’animo, di considerarmi preso per i fondelli. Non mi merito di essere preso per i fondelli. Ma per la miseria, avrò pure io la dignità e la moralità di amare e di sentirmi amato da una donna.

Ed abito a Milano, quindi non proprio in un piccolo paesino sperduto nelle montagne o in campagna, ma abito in un contesto urbano di grosse dimensioni. Eppure mi sento solo, non ho nessuno al mio fianco, è come essere completamente isolati da tutto e da tutti, vivere in una città completamente deserta. Magari è una mancanza di valori, nella realtà milanese purtroppo i valori sono venuti meno, al che se ne dica.

Si, a Milano si sono persi i valori della società. Non mi si dica il contrario, non voglio avere ragione, ma sicuramente non ho torto. Diffidate sempre, in ambito lavorativo, da chi vi promette e vi racconta che a milano esiste lavoro per tutti. Finirete per fare i lavapiatti 12/14h al giorno nel peggiore dei kebap a 400€ lordi al mese, se vi va bene.

Io mi sento vuoto, in una grande città con oltre 1.300.000 di abitanti, mi sembra di vivere in un monastero di clausura, una città senza spirito e senza un futuro degno di nota.

Non ho più interesse per il mio futuro, non ho stimoli, vivo alla giornata senza avere nulla da poter condividere con chi amo. L’incapacità, non per colpa mia, di crearmi una mia famiglia. Di poter tramandare qualcosa di mio ad un domani quando non sarò presente.

Per i maschietti che mi leggono potranno capirmi come possa essermi sentito, ferito nell’orgoglio più profondo, essere considerati come il loro amico gay. Con tutto il rispetto che nutro verso i Gay, chi mi conosce bene sa benissimo quale sia il mio pensiero. Io non ho mai, e poi mai, distinzioni di sesso, razza, religione. Ho sempre considerato le persone, TUTTE LE PERSONE, come voglio essere trattato io: con rispetto ed educazione. Ma sentirsi considerati per ciò che non si è, mi ha ferito.

Si, una ragazza mi ha considerato il suo amico Gay, la mia risposta? “…convinta tu.”

Ora questa ragazza, 36 anni circa, ha 2 figli da due uomini diversi e che si sono dileguati poco dopo i parti. il più grande ha 12 anni e la piccola di 6. Mi rammarico per lei, giustamente non ne sono malignamente contento. Ma obbiettivamente se la è cercata. Non so cosa potevo fare io 12 anni fa, da futuro padre, se ero io a metterla incinta. Molto probabilmente, sicuramente al 99%, potevo essere felice di diventare padre. Ora questi 2 figli non conoscono i rispettivi padri, in tutti i sensi. Non sa nemmeno lei che fine abbiano fatto i padri dei suoi figli.

Essere continuamente rifiutati non è semplice, non è facile, è molto doloroso. Faccio seriamente fatica a proseguire nella mia strada, mi fa male sbattere contro un muro, sempre lo stesso muro. Eppure la mia dignità, il mio orgoglio, la mia testardaggine mi fanno continuare a picchiare la testa contro quel muro. Spero solamente che la mia testa non si spacchi prima di essere troppo tardi.

Voglio amare, e sentirmi amato. Non mi sembra chiedere l’impossibile. Chiedo, senza pretendere, di fare una cosa che credo sia naturale per tutti. Costruire un futuro anche quando non ci sarò più. Ma questa è una società basata sull’apparenza, questo è il problema. O sei lo stereotipo o sei tagliato fuori.

Mi sento emarginato sentimentalmente. Mi si sta precludendo una vita sentimentale per una colpa che non è la mia. Non la sento mia. Mi sento emarginato da un contesto sociale che non capisco, faccio fatica a capire. Faccio fatica a capire perché la vedo diversa di quando ero un bambino prima ed un ragazzo poi.

Sarò una persona vecchio stampo. Probabile.

Da circa una settimana sto dando un’occhiata su internet.

Ho la pelle d’oca…

Ho trovato un sito, non faccio il nome giustamente, ho provato a mettere un qualche annuncio cosi a caso. Per una parte delle risposte che ho ricevuto mi sono vergognato per loro stessi, per gli altri mi sono letteralmente incazzato come una Iena. Ho ricevuto queste risposte, cosi divise:

5 prostitute

2 trans

8 per siti di incontri (a pagamento ovviamente)

4 chat erotiche (idem come sopra)

6 dal Camerun

2 pakistani

e mentre che scrivevo la lista mi ha chiamato un nordafricano.

Ovviamente non ho ricevute risposte sensate, nemmeno per vedersi per un caffè da parte di una donna.

A me sorge spontaneamente una domanda: ma veramente sono l’unico che ha un minimo di sale in zucca in questa società?

Sono l’unico a cercare la bellezza interiore di una persona, l’affinità intellettiva, un’attrazione oltre l’aspetto fisico di una persona?

Realmente viviamo in un contesto socio-temporale dove si è perso il senso di comunità e di valori?

Mi sa che nessuno ha compreso, me compreso fino a questo momento, che il vero principe azzurro è proprio un qualunque rospo, non il principe azzurro trasformato in rospo.

O continuo a sbagliare io.

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